ll settore tessile e della moda sta attraversando una trasformazione senza precedenti. Tra le nuove normative europee sulla tracciabilità, l’urgenza di adottare processi a minor impatto e la necessità di innovare l’eco-design, le imprese del settore si trovano di fronte a sfide complesse ma anche a grandi opportunità.
Per provare a riflettere insieme su come affrontare in maniera efficace queste sfide il Distretto Tecnologico Regionale della Moda ha organizzato, in collaborazione con CNA Federmoda Toscana, un focus group che si è tenuto presso la sede di Next Technology Tecnotessile a Prato il 20/10/2026 alle ore 17.00.
Al focus group hanno partecipato 14 aziende del territorio (in prevalenza operanti come terziste). Lo scopo dell’incontro è stato quello di riflettere insieme su tre temi rilevanti tramite la tecnica del brainstorming con l’obiettivo di indagare la familiarità delle imprese partecipanti con le tematiche individuate, se le utilizzano e quali difficoltà/criticità riscontrano.
I temi che sono stati trattati sono i seguenti:
- Tracciabilità e Digital Product Passport
- Eco-design e Progettazione Digitale
- Modelli di intelligenza artificiale applicati al settore moda
Dai risultati del brainstorming è emerso che la tematica ritenuta prioritaria e di maggior urgenza per le imprese partecipanti è la Tracciabilità e l’implementazione del Passaporto Digitale seguiti dall’applicazione di modelli di intelligenza artificiale. Tuttavia, si sconta un forte ritardo tecnologico: gli strumenti di tracciabilità oggi impiegati si limitano prevalentemente a fogli Excel, gestionali standard e codici a barre. Questo approccio analogico e manuale comporta una carenza di controlli sistematici sui lotti e genera un margine di errore, o di dati mancanti. Le maggiori difficoltà riscontrate nell’approcciarsi a sistemi di tracciabilità riguardano la mancanza di dati di ingresso e di informazioni a monte.
Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale, sebbene il suo utilizzo risulti ancora acerbo e scarsamente integrato nei processi aziendali, vi è una chiara consapevolezza dei suoi potenziali benefici. Le imprese riconoscono che l’IA potrebbe favorire l’interconnessione dei sistemi, l’automazione delle attività, l’analisi avanzata dei dati e l’ottimizzazione dei tempi. Il freno maggiore, in questo ambito, è rappresentato dalla rigidità operativa dei macchinari tessili, spesso dotati di software chiusi che ostacolano il controllo da remoto e frenano la transizione verso i modelli dell’Industria 4.0.
Rispetto al tema dell’Eco-Design sebbene l’uso di monomateriali e l’eliminazione dei tessuti misti siano riconosciuti come essenziali per la sostenibilità, la transizione è fortemente frenata dagli alti costi che questa comporta.
Infine, il dibattito si è concentrato sulle criticità ambientali ed energetiche del distretto pratese, penalizzato dall’assenza di impianti di smaltimento per gli scarti non riciclabili e da costi energetici sfavorevoli per le piccole imprese. Per contrastare queste problematiche, è stata presa in considerazione la possibilità di effettuare un massiccio piano di “revamping” degli impianti fotovoltaici aziendali a livello di distretto, che permetterebbe di abbattere i costi e alimentare una futura mobilità elettrica per i mezzi pesanti.
È stata inoltre menzionata un’interessante soluzione di economia circolare, presentata dall’Università di Pisa durante l’evento di lancio del Distretto (il 25 settembre 2026), che prevede la trasformazione degli scarti tessili in carboni attivi destinati alla filtrazione delle acque.
